Quotazione mps: salvataggio pubblico imminente

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Prospettive incerte e critiche per Mps, il salvataggio pubblico sembra essere l’unica via d’uscita. Quotazione mps ancora sospesa. Le vicende riferite a Banca Monte dei Paschi di Siena tengono banco ormai da diverso tempo occupando le prime pagine italiane ed estere e non tanto perché è la banca più antica in attività al mondo, ma piuttosto per l’inizio di un nuovo capitolo storico che caratterizzerà la banca e che dovrebbe avere nella statalizzazione il suo epilogo.

Monte Paschi di Siena ha una storia secolare forte, vigorosa e sana che però da circa un decennio ha smesso di esser tale a causa, quasi sempre, di scelte sbagliate che si sono ripercosse direttamente sulla banca, facendole perdere solidità e, soprattutto, credibilità agli occhi della comunità finanziaria. Mps è stata per decenni controllata dalla Fondazione Monte dei Paschi, infatti la maggioranza assoluta delle azioni della banca erano di questa istituzione semi-privata i cui vertici vengono nominati in gran parte dai rappresentanti della politica locale, come il sindaco di Siena, il presidente della provincia e quello della Toscana (oggi la fondazione ha una percentuale trascurabile di azioni della banca).

Dinanzi all’attuale situazione, il governo italiano si è reso conto che, per l’enorme importanza finanziaria e sociale rivestita, non può permettersi di lasciar fallire la banca e, per la terza volta in dieci anni, ha deciso di utilizzare risorse pubbliche per metterla in sicurezza.

Sicuramente ora la priorità è fare tutto ciò che è indispensabile affinché Monte Paschi di Siena fuoriesca dalla turbolenza che la attanaglia da anni e che si torni ad una stabilità per quanto riguarda la quotazione mps; e siccome l’unica strada è la nazionalizzazione, è giusto che essa venga percorsa.

Bisogna ovviamente tener conto che verranno utilizzate risorse pubbliche per il salvataggio dell’istituto e quindi è necessario che vengano realizzate tutte quelle azioni per lasciar trasparire l’intero procedimento, nonché quelle informazioni che riguardano più strettamente la banca (compresi i nomi dei principali debitori insolventi).
Montano intanto le proteste dei piccoli risparmiatori di bond nei confronti di Banca Mps e del governo a causa della sospensione della quotazione mps. Come noto, il 23 dicembre 2016 Borsa Italiana aveva sospeso le contrattazioni dei titoli azionari e obbligazionari di Banca Mps in attesa di provvedimenti da parte del governo.

Tali provvedimenti riguardavano l’emissione di un decreto per consentire al Tesoro di effettuare la ricapitalizzazione precauzionale di Mps che avrebbe implicato anche la conversione dei bond subordinati Mps in azioni con ristoro per gli investitori retail.

Nel frattempo restano sospesi dalla quotazione mps anche bond senior di per una cifra che si aggira intorno ai 14 miliardi di euro. Cosa sta succedendo?

L’ultimo Cda di Mps è avvenuto solo poche sere fa a Milano ma a quanto pare non è stato affrontato il tema della nuova emissione di bond e del ritorno alla quotazione mps. Secondo diverse indiscrezioni, la banca toscana dovrebbe cercare liquidità con una prima tranche fino a 2 miliardi di euro attraverso un’obbligazione garantita dallo Stato. E si era parlato di un’operazione imminente, da varare già questa settimana, dopo che il Tesoro nei giorni scorsi ha varato con un decreto la garanzia pubblica e/o fondo di garanzia. Tuttavia ancora non si sa nulla.
Intanto rimane sospesa la quotazione mps di bond e azioni.

Secondo rumors dell’ultima ora, il Tesoro ed Mps starebbero prendendo tempo in attesa della partenza dell’aumento di capitale Unicredit, ormai imminente. Due cose nettamente distinte, ma, visto che gli speculatori sono pronti ad attaccare il sistema bancario italiano a ogni minima occasione, l’intenzione sarebbe quella di lasciare le bocce ferme ancora per un po’ su Mps.

Come conseguenza nel frattempo le banche italiane affondano Piazza Affari. Sui listini di Piazza Affari si è abbattuta una raffica di sospensioni, ancora vendite copiose sui bancari, affondati anche dalle tensioni tra il governo italiano e la Commissione Ue che minacciano di compromettere il percorso per la formazione di una bad bank.
Il comparto bancario ha perso complessivamente il 7% e l’indice Ftse Mib ha chiuso, maglia in nera in Europa con la quotazione mps giù del 22,2%.

L’andamento del titolo non ha riscontro nei fondamentali così si esprime, in una nota, l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena, Fabrizio Viola, il quale ha dichiarato che le prime evidenze relative al 2015 confermano che l’attuale andamento del tutto anomalo del titolo Mps non ha alcun riscontro nei fondamentali della banca che anche nel corso dell’ultimo trimestre sono migliorati, confermando il trend evidenziato nei primi nove mesi dell’anno.

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