Goldman Sachs taglia i fondi per le trivellazioni nell’Artico

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Banche e clima

Diventa la prima grande banca americana a rinunciare del tutto a investimenti nel greggio della regione, comprese le aree protette dell’Alaska nel mirino di Trump. Ma la finanza Usa ha ancora un vasto portafoglio nelle fonti fossili

di Marco Valsania


Usa 2020, Bloomberg nella mischia cavalcando il climate change

2′ di lettura

New York – Goldman Sachs diventa la prima grande banca americana a rinunciare del tutto al finanziamento di esplorazioni e trivellazioni petrolifere nell’artico in nome dell’emergenza sul clima. Una retromarcia che comincia dalle aree protette dell’Alaska, l’Arctic National Wildlife Refuge che adesso il Presidente Donald Trump ha intenzione invece di aprire allo sfruttamento delle risorse energetiche nonostante le proteste degli ambientalisti.

Il passo di Goldman, affidato a una nuova edizione del suo Environmental Policy Framework, non si ferma all’Artico e al greggio. L’istituto si tira indietro da alcune avventure nelle miniere di carbone, in particolare quelle che appartengono a società che non stanno diversificando le attività per abbandonare il fossile. Come anche da una serie di centrali elettriche e in generale da quei progetti che, afferma, «convertono o degradano significativamente l’ambiente naturale».

Investimenti per frenare il climate change
La banca promette inoltre di investire 750 miliardi di dollari, nell’arco di dieci anni, in attività focalizzate a combattere il cambiamento climatico e a favorire la crescita inclusiva. Riconosce esplicitamente il consenso scientifico che ormai regna sul climate change, definito alla stregua di «una delle più importanti sfide ambientali del 21esimo secolo». E prevede di garantire maggiori servizi ai propri clienti per gestire l’effetto di crisi legate al clima, compresa la vendita di obbligazioni a protezione di catastrofi per il maltempo.

La presa di posizione di Goldman denuncia in dettaglio la fragilità dell’ecosistema artico, che sostiene «la vita di popolazioni indigene che si trovano nella regione da secoli». Continua affermando che la banca «rifiuterà qualunque transazione di finanziamento che supporti direttamente nuova esplorazione artica upstream, per scoprire o sviluppare giacimenti di petrolio». La regione dell’Artico sta soffrendo di un fenomeno di riscaldamento doppio rispetto al resto del pianeta.

L’azione mette in evidenza la possibilità di interventi del settore privato mentre governi e Onu sono scossi da critiche per impegni giudicati inadeguati nella riduzione delle emissioni dell’effetto serra emersi dall’ultimo appuntamento globale di Madrid. Il chief executive di Goldman, David Solomon, scrivendo sul Financial Times, ha invitato proprio le capitali internazionali a imporre una carbon tax.

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